Una non appropriata gestione del tempo può portare all'incapacità di far fronte adeguatamente agli impegni quotidiani. Questo, a seconda del proprio carattere, ha come conseguenza problemi nei rapporti con gli altri e/o con sè stessi, e può condurre quindi allo stress.

foto di Alessandro Nutini - La Strada - variazione n°1

LO STRESS

 

La filosofia in passato si è occupata a lungo dell'infelicità dell'uomo. Oggi la psicologia si occupa tanto dello stress quale possibile causa di questa infelicità.

Vero è che il tempo non ci basta mai. Dobbiamo correre dietro ad una certa incombenza, mille faccende da portare avanti...E così finisce che siamo insoddisfatti perchè, nell'arco della giornata, non riusciamo a condurre proprio quelle attività che ci potrebbero dare gioia.

Cerchiamo sulla rete qualche informazione in più...

Stress (parola)

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« Stai calmo: tutto questo tra cent'anni non avrà alcuna importanza. »

(Ralph Waldo Emerson)

Il termine stress può avere diversi significati.

Voce inglese, che propriamente significa "sforzo, spinta". Ha lo stesso etimo dell'italiano "strizzare", e deriva, attraverso il francese antico, dal latino "districtia": rappresenta un cosiddetto prestito "di ritorno", come "shock" e "sport".
Etimologicamente sarebbe una stretta, una strizzata, un'angustia (o un'angoscia). Derivando dall'inglese distress, "stress" ne è la forma aferetica, così come sportderiva da diporto.

Nel 1440 stress è l'accento tonico di una parola, o l'enfasi nel pronunciarla; nel 1843 una tensione o pressione fisica, applicata su qualsiasi oggetto materiale, nel 1968 anche un sovraccarico di un organo o una pressione mentale; nel 1971 si registra anche una sindrome da adattamento[1].

Quando l'italiano ha accolto "stress", il vocabolo aveva subìto anche in inglese un'evoluzione semantica, che l'aveva alquanto allontanato dall'accezione originaria, conferendogli un nuovo peculiare significato.

Accezioni moderne[modifica | modifica wikitesto]

Il vocabolo stress è per l'italiano un apporto recente, che s'è diffuso tra i medici in occasione d'un ciclo di conferenze tenute da Hans Selye in varie città italiane, verso la metà degli anni '50, mentre fin allora suonava piuttosto come un termine tecnico forestiero, che si citava, per così dire, tra virgolette, ed era consueto soltanto entro alcuni gruppi specialistici.

Più tardi, s'è fatto strada anche nel linguaggio corrente, seguito da qualche derivato (stressantestressato, etc.). Bisogna ammettere che, a livello colloquiale, esso ha dato luogo ad impieghi non di rado incongrui, o quanto meno superflui. Ma nel suo impiego fisiopatologico, stress può ritenersi ormai stabilmente acclimatato.

L'atto di battesimo dello stress, inteso nel senso psicologico attuale, è uno studio di Hans Selye del 1936: A syndrome produced by diverse nocuous agents[2], ma già l'anno avanti lo stesso autore ne aveva fatto cenno, indicando con quel termine uno stato di tensione aspecifica della materia vivente, che si manifesta mediante trasformazioni morfologiche tangibili in vari organi, e particolarmente nelle ghiandole endocrine che stanno sotto il controllo dell'ipofisi anteriore.

Hans Selye, nato a Vienna il 26 gennaio 1907, laureato a Praga, emigrato in Canada, morto nel 1982, è il padre del moderno concetto di stress.[3] Aveva avuto naturalmente qualche precursore, tuttavia per questi lo stress era essenzialmente il meccanismo di stimolo; successivamente Selye riserverà il termine alla condizione dell'essere vivente che subisce lo stimolo stressante, che invece si chiamerà stressor.

Psicologia[modifica | modifica wikitesto]

Lo stress rappresenta la "pressione" di eventi psicologici che causano, nell'organismo, una reazione generale di adattamento agli stessi. L'adattamento può prendere varie forme, più funzionali o più disfunzionali, e si articola a vari livelli: cognitivi, emotivi, comportamentali, psicofisiologici. Attualmente, in psicologia clinica, si utilizza il termine generico stress per significare la dinamica di pressione ambientale/adattamento dell'organismo, specificando poi in distress lo stress "negativo" e disadattativo, che può condurre anche a reazioni patologiche, ed in eustress lo stress "positivo", che deriva dall'attivazione ed energia che gli impegni derivanti dalle pressioni ambientali stimolano nel soggetto.

SUPERMAN ovvero salvare il mondo

"Cosa c'entrano adesso la gestione del tempo e lo stress con la salvezza del mondo" -direte voi-.

 

Personalmente ritengo che una delle cause che possono generare stress sia il tentativo di correggere situazioni che riteniamo ingiuste, generate da chi fa parte della nostra sfera percettiva.

Definisco sfera percettiva quella parte di realtà che noi avvertiamo come interattiva con la nostra sfera emotiva, in contatto con essa al punto di penetrarla e modificarla.

Migliorare il mondo è senz'altro un istinto lodevole e ritengo che sia anche parte della migliore natura umana.

La questione è condurre questa attività:

 

1) senza che il nostro organismo vada in deficit fisico/psichico ( questi due fattori sono correlati dalla chimica dell'organismo umano: basti pensare ai farmaci antidepressivi per comprendere questa affermazione)

2) nel modo corretto: sì,  perchè non è risolvendo gli effetti che modifichiamo le cause.

 

Le nostre energie saranno spese nel modo migliore quando insegneremo ai nostri conviventi a collaborare con noi per migliorare il mondo , per quella parte che dipende da loro.

...e il mondo si cambia nelle piccole cose quotidiane: l'ordine, la pulizia, l'armonia, la pace nelle relazioni quotidiane.

 

 

foto di Alessandro Nutini - la Strada variazione n°2

MA IL TEMPO VOLA O NO?

Consiglio a tutti di tenere un'agenda delle attività quotidiane. 

Ognuno di noi ha degli impegni INDEROGABILI , che cioè devono assolutamente essere portati a compimento ad una determinata ora di un determinato giorno, con una tolleranza massima di pochi minuti) e DEROGABILI (di qualche ora o di qualche giorno). 

 

E' utile distinguere visivamente gli impegni.

Un metodo è quello del semaforo: colorare di ROSSO gli impegni inderogabili e di GIALLO quelli derogabili. Ognuno adotti quello che gli è più congeniale.

 

Tra gli impegni inderogabili quotidiani io metto senz'altro quelli riguardanti l'ordine e la cura della persona. Essa non può assolutamente essere tralasciata, ma nemmeno rimandata rispetto allo svolgimento della giornata, perchè permette di adempiere ai compiti della giornata nella forma fisica e mentale migliore ( rimando alla sezione LA FONTE- Cura della persona)

 

Bisogna essere poi in grado di fare una scaletta di priorità tra gli impegni derogabili. Io ad esempio amo il fitness, ma se la mia mente in quell'ora è predisposta a generare idee che mi paia meritino di essere trascritte, quel giorno metterò da parte il fitness per evitare che le idee vadano nel dimenticatoio. 

 

La Calma è preziosa perchè permette di svolgere correttamente i propri compiti nel tempo giusto; difatti, fare le cose male richiede altro tempo per rimediare agli errori, e dunque perdita di tempo. Mi direte che è l'uovo di Colombo, e che si tratta di un cane che si morde la coda, perchè se fossimo calmi non saremo stressati ...

 

E' anche possibile ottimizzare il tempo impegnandosi simultaneamente in due attività diverse, una manuale ed una intellettiva ( ad esempio telefonare in viva voce alla mamma e truccarsi -per noi donne ovviamente, farsi la barba per gli uomini-😀)

 

E' importante capire quali attività sono utili e quali invece conduciamo per puro edonismo.

Attenzione: non voglio dire che la gratificazione personale sia negativa, tutt'altro. Ritengo infatti che la gratificazione porti ad un aumento della consapevolezza del proprio valore e che quindi aumenti la produttività.

Le attività edonistiche invece hanno come unico scopo l'autocompiacimento; pertanto sono improduttive e devono essere evitate perchè sottraggono tempo inutilmente.

 

Se seguiremo queste regole, scopriremo che il tempo scorre meno velocemente di quanto pensavamo inizialmente.

 

OGNI COSA AL SUO POSTO

Se pensavate che parlassi della disposizione degli oggetti nella cassettiera avete sbagliato paragrafo. Vi invito per questo a visitare la sezione LA FONTE- Ordine.

 

Dò la precedenza a ciò che mi piace o agli impegni? Annosa questione...

 

E' di fondamentale importanza anche bilanciare lo spazio da dedicare agli impegni ed alle relazioni sociali. Una corretta gestione del tempo da dedicare a queste due attività ci darà soddisfazione ed appagamento e quindi benessere.

 

Pur in proporzione all'empatia del nostro carattere, siamo animali sociali ed abbiamo bisogno di interagire con gli altri. Tuttavia non possiamo pretendere che gli amici dedichino il loro tempo ad ascoltarci se noi abbiamo relazioni con loro solamente quando ne abbiamo bisogno. Per essere ascoltati,  dobbiamo trovare il tempo di ascoltare gli altri con sincero interesse.