Musica ed Anima - grazie a Paolo Morini

Paolo Morini (PM):

Musicista professionista dal lontano 1979, a circa metà degli anni '90 sente il bisogno, guidato forse dall'intuizione e sicuramente da eventi casuali, di approfondire le proprie conoscenze in campo spirituale. Comincia a praticare l'Induismo, unica religione non rivelata ma tramandata dai tempi dei tempi, prima oralmente poi attraverso i cosiddetti testi sacri (Veda, Mahabharata, RamaYana ecc.) e da un pò di anni a questa parte ha cercato di unire le 2 cose. Musica e Anima. Così nasce l'interesse per la Musicoterapia, per il Nada Yoga e per tutto ciò che attraverso la musica permette all'individuo di sanare i propri problemi e di aprirsi alle energie che stanno dentro di noi e nell'Universo, in poche parole di migliorare in tutti i sensi la propria esistenza. 

foto di Alessandro Nutini: Musica, ponte tra Uomo ed Anima

Musica - vibrazioni positive per il cervello

La musica ci cattura e ci provoca turbinii di emozioni; può accompagnarci in ogni momento della giornata fino a diventare la colonna sonora della nostra vita.

 

In una ricerca pubblicata sulla rivista Nature Neuroscience, l’equipe di Valorie Salimpoor della McGill University di Montreal rivela che la musica preferita provoca il rilascio di dopamina (neurotrasmettitore creato e rilasciato dal cervello, che ti fa sentire bene) scatenando una serie di sensazioni fisiche che solitamente vengono indotte da sostanze o stimoli piacevoli: modifica il battito cardiaco, il ritmo del respiro, la temperatura corporea.

Addirittura solo il sapere che si ascolterà il proprio brano preferito induce uno stato di entusiasmo e benessere, provocando letteralmente i brividi e facendo fremere le meningi.

 

...MA C'E' MOLTO DI PIU'...

Vibrare per simpatia

Un corpo cavo dotato di elasticità è denominato risuonatore. Esso è caratterizzato da precise frequenze di oscillazione e, sotto lo stimolo di una sorgente esterna caratterizzata anch'essa da una particolare frequenza, può risuonare amplificandola o indebolendola ( risonanza ed antirisonanza). Questo vuol dire che:

- ad alcune frequenze caratteristiche che dipendono da costituzione e conformazione del risuonatore (massa, rigidità ed elasticità), l'energia viene più o meno gradualmente esaurita;

- ad altre  si accresce, impulso dopo impulso, causando l'aumento dell' intensità sonora.

 

Uno strumento può anche emettere suoni "per simpatia": è il fenomeno che negli strumenti a corda fa vibrare le corde anche quando non lo vogliamo. Quando si insegna a suonare la chitarra, il basso, il violino ecc., si deve insegnare a tenere sotto controllo con varie tecniche le corde che entrano in vibrazione per simpatia e che non devono suonare!!!
Nel pianoforte, ad ogni tasto è collegato un "battente" che tiene ferme le corde e che si solleva solo quando suoni quella nota,  per permettere alle corde di vibrare. Quando premiamo il pedale del sustain (quello che allunga il suono) e suoniamo una nota, entrano in vibrazione anche tutte le corde armonicamente collegate a quella nota. Suonando una nota (premendo cioè un tasto del pianoforte) diamo origine a due azioni meccaniche:

- facciamo muovere il martelletto che va a percuotere la corda (o "le" corde, alcune note hanno 2 o 3 corde);

- mettiamo in opera il feltro che tiene ferme le corde e che, quando si solleva per permetter loro di vibrare.

Premiamo ora il pedale di destra: tutti i feltri si sollevano. Oltre quindi alle corde che suoniamo premendo il tasto di partenza, tutte le corde armonicamente "collegate" con quella nota (ottave superiori, ottave inferiori, quinte ecc.) entrano in risonanza.

Anche il corpo umano è un corpo elastico cavo. Questa descrizione tecnica è stato premessa per spiegare che esistono delle note, o comunque dei suoni, che fanno risuonare "per simpatia" alcune parti del corpo umano, per poter dimostrare che un'onda sonora può creare per simpatia a sua volta altre onde sonore anche all'interno del nostro corpo: qui inizia il discorso musico-terapeutico

Naturalmente non siamo macchine: oltre a questo "lavoro" fisico, esiste anche un lavoro sulla psiche e la musica, come abbiamo detto, attiva associazioni mentali e mette in movimento le emozioni.

 

E' nelle tue corde?

(elaborato liberamente da PM  da Iniziazione alla Musicoterapia. Esercizi di rilassamento, tonificazione ed equilibrio con la Biomusica, libro di Mario Corradini)

 

Anche il nostro organismo è un corpo elastico.  Il concetto su cui si basa la Biomusica consiste nell'inviare vibrazioni sonore alle diverse parti del corpo composte da cellule in costante movimento (che a loro volta generano frequenze sonore) allo scopo di ristabilire l'equilibrio bio-energetico

CAMPO BIOENERGETICO - L'organismo umano è costituito dalla sua struttura fisica e dal suo corrispondente campo bioenergetico; questo campo è il risultato della trasformazione delle energie provenienti dall'alimentazione, dalla respirazione e dalla vita psichica, compenetra i tessuti cellulari e avvolge la persona completamente come una nuvola di particelle bioelettriche in continuo movimento.
BLOCCO ENERGETICO - I conflitti emotivi, cioè quelle esperienze di forte contenuto emozionale che tutti subiamo qualche volta, ostacolano il libero fluire dell'energia e possono strutturarsi come blocchi dell'energia stessa.
MALATTIE - Sono il passo successivo alla formazione dei blocchi; questi ultimi attirano sempre più energia su di loro, nutrendosi e crescendo a spese dell'energia circolante nell'organismo. Quindi il corpo si indebolisce, si abbassano le difese e compare la malattia: il corpo somatizza i blocchi originati dai conflitti emotivi.
PAURE - Sono le condotte che la persona assume come risultato comportamentale dei suoi conflitti. L'individuo è ciò che gli è accaduto, si comporta nel modo in cui ha imparato a comportarsi e con queste sue condotte manifesta le sue paure, sebbene non sia cosciente di questo meccanismo.
SUONI - Il suono è energia, così come il campo bioenergetico e i suoi blocchi. La musica, cioè il suono, può intervenire sui blocchi e scioglierli per risonanza, come nel caso del cristallo che si frantuma quando riceve una potente onda sonora. Il suono può rompere la coesione intermolecolare, ovvero ciò che mantiene unita la materia. Ciò vuol dire che si può sbloccare la circolazione bioenergetica e ristabilire i suoi livelli normali attraverso la musica. Questo vale sia quando il blocco si è formato, sia prima che si somatizzi. Da qui il potere preventivo del lavoro col suono indirizzato.

 

La Musicoterapia può essere di tre tipi:

ATTIVA: utilizza il canto, l'espressione corporea e gli strumenti musicali. La persona interviene direttamente nella produzione della musica.

PASSIVA: si basa sull'ascolto di opere musicali e la persona non interviene nella produzione sonora ma ascolta soltanto. Lo scopo è di provocare stati di rilassamento, ma, a seconda del tipo di musica utilizzata, anche di attività e di catarsi.

INTEGRATA: combinazione delle 2 precedenti, con l'aggiunta di altre tecniche come lo Yoga, la Meditazione e altri tipi di rilassamento

...una dedica innamorata alla Musica

VIVO PER LEI - di Mauro Mengali, Mario Manzani e Valerio Zelli( musica), Anna Maria Alibani alias Giliath con remake di Gatto Panceri ( testo)

Ascoltare e fare musica

Ascoltare e fare musica  sono attività creative e stimolanti, legate alla rappresentazione del vissuto  individuale e della realtà che ci circonda: i bisogni spirituali, intellettuali, affettivi, e sociali. 

La musica è un modo per conoscere e conoscersi: è strumento potente di espressione, sviluppo e rafforzamento della personalità. Essa abbatte le soglie della comunicazione verbale convenzionale, permette di superare ogni sorta di disagio espressivo perchè penetra direttamente nelle pieghe dell'anima.

 

Nel settembre del 1924, il grande compositore Carl Orff fondò a Monaco  la Güntherschule, un istituto specializzato nell’educazione alla “ginnastica, ritmica, musica e danza”: da questa fucina di sperimentazione si evidenziarono i primi effetti curativi della musica.

Nei cinque volumi della Musik fur Kinder, l' Orff Schulwerk descrive la dimensione aperta dell’improvvisazione di unione di musica, parola e movimento, utilizzando quello strumentario a percussione che d’allora in poi è noto in tutto il mondo come “strumentario Orff”(descrizione tratta da “Wikipedia”) 

“Crescere con la Musica” è anche il progetto basilare del Metodo Rusticucci di insegnamento della musica. Questo metodo considera la musica stessa come parte della vita e pertanto presente in ogni azione dell’essere umano. L’avvicinamento alla musica avviene in un clima di spontaneità, di ascolto e comprensione che permette di sviluppare i talenti naturali, agevolando la crescita e lo sviluppo della personalità, così da raggiungere maggiore armonia e serenità nella vita, unitamente a concrete possibilità di realizzazione personale ( elaborato da http://www.crescereconlamusica.org/it/metodo-rusticucci/)

 

Dagli antichi testi sacri indiani, il Nada Brahma Yoga (o Yoga del Suono)

A questo punto inizierei un altro argomento, parlerei dello Yoga, in particolare lo Yoga legato al canto e alla musica, il Nada Yoga.

Per coloro che hanno intrapreso un cammino spirituale, la pratica dello Yoga, con la recita e il canto di mantra, preghiere ecc., accompagna il devoto nel suo sentiero che lo conduce all'unione con Dio (la traduzione della parola "Yoga" è appunto "Unione").
Quindi, rispetto alla ginnastica e agli sport in generale, lo Yoga mostra veramente "una marcia in più"! Anche se può essere praticato con ottimi risultati anche solo per gli aspetti fisici e mentali.

Il Nada Yoga si basa sull'uso dei Mantra, un insieme di suoni che aiutano a interiorizzare la mente e agiscono con le loro frequenze anche sul piano fisico, permettendo alla coscienza di staccarsi dal piano sensoriale e di unirsi alla vibrazione del mondo.

Il mantra più semplice e immediato, ma anche quello più radicato e diffuso, è quello di sedersi in una posizione comoda, inspirare a lungo e espirando pronunciare la "sillaba universale" Om (o Aum). Emettendo un suono, cioè intonando l'Om a una nota qualsiasi e mantenendola costante nell'emissione, possiamo anche trovare quella nota di cui parlavamo qualche settimana fa, la nota caratteristica di ognuno di noi, che ci mette in equilibrio con lo spazio e il tempo. 
Esistono innumerevoli Mantra, per conoscerli basta frequentare un Centro Yoga o semplicemente andare su Youtube, ce ne sono un'infinità, se ne sceglie uno che ci piace e facile da memorizzare e si inizia a cantarlo.

Nelle Upanishad, letteratura vedica immediatamente posteriore ai Veda - gli antichi testi sacri indiani che raccolgono l'antica sapienza rivelata, tramandata da maestro a discepolo fino ai giorni nostri- , si trovano molti riferimenti al suono primordiale: OM (AUM). OM è anche detto Nada Brahma, cioè suono creatore.
Nella tradizione musicale indiana le melodie (Raga) e i cicli ritmici (Tala) possono provocare svariati tipi di emozioni e reazioni fisiologiche, agire sui fenomeni atmosferici, sono inoltre indicate diversamente nelle diverse stagioni o nei differenti periodi del giorno o della notte.
In particolare, il Nada Yoga mette in correlazione il carattere della persona con il tono della sua voce,  massima espressione della personalità e primordiale strumento sonoro. Ad ogni nota personale, corrisponde un tipo di personalità: il tipo RE è un curioso dotato anche di grande senso pratico, il LA ha la stoffa del manager, il SOL desidera fortemente un amore spirituale.  Ognuno troverà la sua armonia nella nota che lo caratterizza. Il canto e la musica possono quindi  diventare strumenti per sbloccare le emozioni represse e condurre al proprio miglioramento ed al benessere.
 
Vemu Mukunda, fisico nucleare e famoso musicista indiano, ha condotto una lunga indagine sul corpo umano e le sue risposte fisiche e psichiche al suono.
Questa indagine ha ha portato alla conclusione che il suono, adeguatamente utilizzato, può indurre modificazioni sia psichiche che fisiche nella direzione desiderata. La conseguenza è stata la messa a punto di un metodo terapeutico che utilizza le vibrazioni del suono come fenomeno in grado di agire su specifici punti del corpo, collegati ognuno ad uno specifico stato emozionale.
 
Riassumendo le fasi del Nada Brahma Yoga:
1)  dapprima occorre purificare la mente, riportandola sotto controllo;
2) quindi regolare le percezioni sensorie per avere una vita più armoniosa;
3) a questo punto,  è possibile irradiare vibrazioni sonore e utilizzare specifici passaggi e determinati movimenti musicali aiutando l'autoregolazione dei vari sistemi dell'organismo.

 
Riallacciandoci al discorso della Musicoterapia, c'è da dire che il N. Y. si basa proprio sui tre "approcci" che abbiamo visto, cioè quello di spettatore passivo che, nella pratica della Meditazione, raggiunge lo stato del distacco dalle cose terrene anche grazie al sottofondo di mantra o altro tipo di musica ( su Youtube c'è l'imbarazzo della scelta..). Il secondo caso è quello del musicista che produce musica, da solo o in duo-trio-ecc. e il terzo è quello del cantare (e in alcuni casi anche danzare). Questi tre cammini non si auto escludono, ma anzi si integrano spesso fra loro; ad esempio se mettiamo in ascolto un mantra, ci suoniamo e ci cantiamo sopra, abbiamo un esempio di unione dei tre approcci di cui sopra. 
E' evidente che si tratta di un concetto differente rispetto alla musicoterapia occidentale. Per il Nada Yoga non è necessario possedere una competenza musicale, in quanto l’esperienza del suono si affida piuttosto all’ascolto consapevole del corpo e delle sensazioni .

Ricapitolando...

...il Nada Yoga può essere praticato nei seguenti modi: 
1) Con il solo ascolto, riproduciamo (LP, CD, registrazione, Youtube ecc.) una musica, un mantra e ci abbandoniamo all'onda sonora.
2) Con la riproduzione vocale, intoniamo un mantra e cerchiamo la nostra nota personale, quella che "risuona" dentro di noi.
3) Con la riproduzione musicale, suonando uno strumento, da soli o in compagnia con altri strumentisti.
4) Con la danza, facendo sì che il nostro corpo si muova in base al ritmo o in base a ciò che ci suggerisce la musica che stiamo ascoltando.
5) Ultimo ma non meno importante, anzi..., si può praticare Nada Yoga utilizzando contemporaneamente due o anche tutti i quattro punti descritti sopra.

Quello che ho scritto finora riguarda il Nada Yoga visto da un punto di vista agnostico e molto vicino alla musico-terapia. Se vogliamo affrontare il Nada Yoga (come lo Yoga in genere) dal suo vero punto di vista, cioè quello della ricerca spirituale, quello del cammino verso l'Assoluto, allora conviene partire da una base di Meditazione e/o Yoga e da lì aggiungere uno o più dei punti descritti sopra.

In parole povere, se volete raggiungere uno stato di benessere momentaneo più o meno duraturo, sono sufficienti i cinque punti descritti all'inizio. Se ambite al raggiungimento di uno stato di benessere continuativo che ci accompagni nella nostra vita terrena, è inevitabile praticare la Meditazione e lo Yoga.